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Opel Corsa Electric e il mistero dell’Eremo di Santa Caterina

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Opel ha sempre tenuto particolarmente ad un tema ben preciso. Rendere accessibili le nuove tecnologie al maggior numero di utenti. Opel Corsa interpreta questa missione in maniera emblematica.

Lo sottolinea anche la scelta propulsiva, che nella gamma prodotto affianca benzina, hybrid e full electric. Non solo, poiché sono ben due le varianti elettriche con cui Opel Corsa si propone per un pubblico sempre più allargato: due livelli di potenza e di autonomia in un modello così compatto e commerciale, sono una chiara manifestazione di impegno.

Tanto più che i numeri esprimono in maniera evidente le ambizioni di Opel Corsa nel continuare ad essere protagonista. La variante da 115 kW offre 156 CV di potenza, con cui passare da 0 a 100 km/h in soli 8,2 secondi. In questo modo, grazie alla coppia istantanea della propulsione elettrica, si prospettano accelerazioni in grado di regalare il sorriso ad ogni partenza.

Opel Corsa Sport, Normal ed Eco

Tre ‘Drive Mode’ hanno il compito di modulare potenza e coppia, in modo da privilegiare il livello prestazionale, oppure l’efficienza e di riflesso l’autonomia residua. Sport, Normal ed Eco fanno scendere la potenza a 82 CV, e la coppia da 260 Nm a 180 Nm. In Sport lo sterzo diventa più rigido, mentre in Eco la climatizzazione si riduce per favorire il risparmio energetico. 

In aiuto all’efficienza di Opel Corsa Electric anche la modalità ‘Brake’ attivabile dalla leva cambio: rende più sostanzioso il recupero dell’energia, grazie ad un’azione frenante pari all’effetto del freno motore in discesa.

Opel Corsa e l’Eremo di Santa Caterina

Con 402 chilometri di autonomia nel ciclo combinato WLTP, Opel Corsa Electric da 156 CV aggiunge anche la maggiore serenità in occasione di un lungo trasferimento stradale, oppure del weekend fuori città per un viaggio senza necessità di ricarica.

Come ad esempio scegliendo di andare da Milano a Leggiuno, in provincia di Varese, con 70 chilometri di distanza che ci separano dall’Eremo di Santa Caterina del Sasso. Si tratta del monumento più visitato della sponda lombarda del lago Maggiore, meta costante di visitatori da tutta Europa.

Fu fondato da un ricco mercante locale, Alberto Besozzi, che scampato ad un nubifragio durante la traversata del lago, nel XII° secolo decise di ritirarsi qui e condurre vita da eremita.

Oggi è composto da una cappella e due chiese, con la cappella al centro di un miracolo ad inizio settecento, quando cinque massi precipitarono, restando impigliati nella sua volta e rimanendo sospesi per quasi due secoli senza causare gravi danni.

La gestione dell’Eremo

Oggi la gestione religiosa dell’Eremo è affidata alla Fraternità Francescana di Betania, mentre la Provincia di Varese ha amministrato un significativo restauro di tutto il complesso, compresa la panoramica scala di 268 gradini con cui si accede all’Eremo, affiancata da un sorprendente ascensore scavato nella roccia.

Un ampio parcheggio accoglie i visitatori che raggiungono l’Eremo in auto, mentre un molo di attracco consente l’accesso anche dal lago, dove i gradini da salire diventano 80.

Una particolare atmosfera attende i visitatori, avvolti da una sensazione quasi mistica, in linea con l’originale definizione di Eremo. Il quadro naturale offerto da questo luogo è decisamente suggestivo, mostrando la balconata che si affaccia verso il golfo borromeo e le sue isole.

Dopo qualche ora trascorsa all’Eremo, il silenzio della propulsione a zero emissioni di Opel Corsa Electric si mostra perfetta per preservare le emozioni della visita a questa sorprendente destinazione. Una serenità intensificata dai 402 chilometri di autonomia, con cui la berlina Opel si propone emblematicamente per quel futuro della mobilità, che in questo caso è già diventato presente.

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