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BMW R 12 e R 12 Nine T – Naked Time!

Ci sono icone nel mondo delle moto che, a dispetto degli anni, forse addirittura delle epoche, sono destinate a restare inossidabili ed eterne. Un esempio lampante è quello dei mitici motori bicilindrici boxer made in BMW. Da un tempo infinito questi propulsori sono una “griffe” inconfondibile delle moto bavaresi e ancora oggi sanno attrarre e affascinare un numero immenso di biker in tutto il pianeta.

BMW R 12 e R 12 Nine T

Oggi, però, i boxer BMW sono proposti in un certo numero di declinazioni diverse, basti pensare alle ultime evoluzioni raffreddate a liquido che trovano la massima espressione nell’ultima generazione della GS 1.300 o al monumentale 1,8 litri delle R 18 e ancora alle interpretazioni più recenti delle versioni raffreddate ad aria e olio derivate dalla straordinaria famiglia delle HP2.

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E’ proprio questa ultima versione da 1.170 cc. che equipaggia le rinnovate BMW R 12 e R 12 Nine T della nostra prova. A Monaco hanno deciso che questi modelli della gamma heritage, quella che più di altre strizza l’occhio alla più pura tradizione delle boxer bavaresi, dovessero essere declinate in due distinte interpretazioni rivolte a differenti tipologie di bikers e delle relative esigenze di questi ultimi.

Fatta salva, dunque, la medesima base tecnica che prevede medesimo telaio e motore anche se proposto con due livelli di potenza diversi, le due moto sono realizzate con notevoli differenze che fanno della R 12 una cruiser perfetta sia per l’utilizzo urbano che per un turismo non impegnativo, mentre la R 12 Nine T è una nuda con deciso piglio sportivo davvero appagante anche nella guida brillante è decisamente vispa e divertente.

Anche esteticamente le due moto sono distinguibili sin dal primo sguardo, la BMW R 12 è più “paciosa” con una sella adatta a piloti di tutte le stature e una ergonomia votata al confort e alla sensazione di totale controllo mentre la Nine T non fa nulla per dissimulare la propria vocazione più spicy e sbarazzina.

Bello, in entrambe le versioni, lo scarico con due silenziatori tronco conici davvero piacevoli esteticamente e con un sound peculiare. Più controversa è invece la foggia del  parafango posteriore della R 12 che sicuramente è protettivo ma risulta un po’ sovrabbondante nelle dimensioni.

La Nine T, con la sua destinazione più modaiola risulta più convincente nel look grazie anche alle belle colorazioni offerte che, fra l’altro, prevedono una affascinante versione in alluminio spazzolato. Le differenze si avvertono immediatamente anche in sella, la R 12 è confortevole e facile da condurre, la posizione particolarmente “seduta” mette subito a proprio agio e l’indole tranquilla conferma la facilità di guida in ogni condizione mentre se si pretende di adottare uno stile più aggressivo la moto resta sicura ma poco convincente. Diverso il discorso con la Nine T, non per i 9 cv in più, 104 contro i 95 della R 12, quanto per l’impostazione più adatta alla guida brillante e in sella decisamente più caricata sull’anteriore. Con la Nine T non si possono battere le superbike in pista ma sulle strade tortuose, ricche di curve di ogni tipo la moto si rivela brillante e divertente come poche. In un attimo si entra in perfetta confidenza e anche aumentando il ritmo la Nine T da soddisfazione e non mancherà mai di creare sorrisi sotto il casco di chi la guida.

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