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I touch screen provocano distrazione. Si torna all’analogico?

Dal 2026, l’European New Car Assessment Program darà punti di sicurezza alle auto che utilizzano controlli analogici per le funzioni essenziali in auto. E’ la fine dei touch screen?

Negli ultimi due decenni, i touch screen, simili ad iPad nelle auto, si sono evoluti da un lusso di nicchia a uno standard industriale pervasivo. Questi pannelli di controllo spesso eleganti o minimalisti, in auto offrono ai conducenti una pletora di funzionalità e personalizzazioni. Tuttavia, studi recedenti suggeriscono che queste comodità quotidiane possono avere una pesante controindicazione: la distrazione.  Sebbene diversi enti regolatori abbiano già parlato criticamente in passato degli schermi in-car, un importante monitoraggio europeo sulla sicurezza sta facendo un ulteriore passo avanti nel richiedere il ritorno a pulsanti e manopole fisiche per alcune funzionalità di guida comunemente utilizzate, per poter assegnare ai produttori di automobili un punteggio di sicurezza superiore.

A partire dal 2026, secondo The Sunday Times, l’European New Car Assessment Program (NCAP) assegnerà la sua valutazione di sicurezza solo ai nuovi veicoli che utilizzano pulsanti e leve vecchio stile per attivare indicatori, luci di pericolo e altre caratteristiche di guida critiche. I nuovi requisiti potrebbero dunque costringere le case automobilistiche a fare un pesante passo indietro tecnologico, circa l’utilizzo dei touch screen. Sebbene questi standard siano limitati all’Europa, una battaglia sui pulsanti sta guadagnando terreno anche tra i conducenti negli Stati Uniti.

Il direttore dello sviluppo strategico di Euro NCAP, Matthew Avery, ha descritto l’afflusso di schermi di auto potenzialmente distraente un “problema a livello industriale” in un’intervista al Sunday Times.

Che fine hanno fatto pulsanti e manopole?

I touch screen sono onnipresenti nelle auto nuove. Un recente sondaggio sui proprietari di auto, citato da Bloomberg, stima che quasi tutte  (97%) le nuove auto rilasciate dopo il 2023 hanno almeno un touch screen incastonato in cabina. Quasi il 25% delle auto e dei camion statunitensi attualmente sulla strada ha uno schermo lungo almeno 11 pollici, secondo lo stesso sondaggio. Questi “sistemi di infotainment”, una volta in gran parte riservati ad attività per il tempo libero, come passare tra le canzoni di Spotify, o effettuare telefonate, vengono sempre più utilizzati per una varietà di compiti essenziali per la guida, come luci lampeggianti o segnali di frenata. Consumer Reports, che chiede regolarmente ai conducenti la loro esperienza di guida, afferma che solo  la metà dei conducenti intervistati nel 2022 si è definita “molto soddisfatta” del sistema di infotainment nei propri veicoli.

Ci sono vari motivi che contribuiscono al successo dei touch screen. Innanzitutto, il design digitalizzato libera spazio in cabina che altrimenti sarebbe ingombrato da un assortimento di pulsanti. L’interfaccia simile a un tablet, che molti nuovi modelli utilizzano, significa che i conducenti possono accedere a funzionalità più complesse di prima, alcune delle quali le case automobilistiche potrebbero utilizzare come punti di forza per distinguersi dai concorrenti. E, cosa ancora più importante, i touch screen apparentemente più tecnologici in realtà costano meno per le case automobilistiche da produrre su larga scala rispetto alle alternative analogiche.

Digitalizzare più elementi dell’esperienza del veicolo significa anche che alcune case automobilistiche possono correggere bug o spedire nuove funzionalità attraverso aggiornamenti via Internet, e risparmiare ai conducenti una visita presso l’officina, per una riparazione. Guardando al futuro, i marketer hanno anche espresso interesse nell’utilizzare schermi in-car per proporre pubblicità magari inerente all’assistenza e funzionalità di guida autonoma.

I problemi di sicurezza legati ai touch screen in auto

I detrattori del touch screen avvertono che i sistemi di infotainment sempre più complessi pongono potenziali problemi di sicurezza. Un rapporto del 2017 della Fondazione AAA afferma che i conducenti che utilizzano i sistemi di infotainment per completare attività, come digitare destinazioni di navigazione o inviare un testo, sono stati distratti visivamente e mentalmente per circa 40 secondi. Questo è potenzialmente un motivo di preoccupazione, in particolare alla luce degli studi che stabiliscono che distogliere lo sguardo dalla strada per più di due secondi consecutivi significa avere più di due volte una probabilità di avere un incidente. La National Highway Traffic Safety Administration ha dichiarato che la guida distratta, che può includere l’utilizzo degli schermi, ha rappresentato l’8% di tutte le vittime del traffico negli Stati Uniti nel 2021.

I nuovi requisiti di sicurezza europei di NCAP rappresentano dunque il tentativo di affrontare questi problemi rendendo i controlli fisici un punto dirimente per acquisire i necessari punteggi di sicurezza, per le auto immesse sul mercato. Le linee guida, a partire dal 2026, richiederanno controlli fisici per indicatori, tergicristalli, luci di pericolo, clacson o per attivare una funzione SOS di emergenza. Questi requisiti non sono legalmente richiesti poiché il NCAP non è un ente governativo, ma possono ancora servire come motivatore per importanti case automobilistiche come BMW e Volvo che puntano molto sulla sicurezza per vendere auto.

Altre case automobilistiche, come Hyundai e Nissan, hanno già dichiarato il proprio impegno per il ritorno all’analogico, anche per rispondere a fenomeni di “affaticamento da schermo” registrati sui propri veicoli. Head of Design di Hyundai,  Sang Yup Lee, ad esempio, ha recentemente dichiarato che la società ha scelto di concentrarsi sui controlli fisici per regolare l’aria condizionata e la radio nei prossimi modelli. E Nissan ha recentemente optato per un mix di schermi più piccoli, controlli fisici e feedback tattili.

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