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martedì, Maggio 28, 2024
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Peugeot, la storia dei nomi: perchè le auto si chiamano così?

La Peugeot 201 avrebbe dovuto chiamarsi Peugeot 629, abbreviazione di “6 CV 1929“. Il destino, poi, ha voluto così perchè si trattava del progetto n. 201 del marchio. Poi per il resto ci hanno pensato il suo successo commerciale e la comodità di un sistema riconoscibile per la denominazione dei modelli.

Peuget, la Tipo 190 e la 201

Peugeot non stava rivoluzionando quanto già fatto, ma seguiva la sequenza iniziata con la Tipo 1. Si trattava di un modo diverso dall’ordinario per identificare un modello in base al marchio e al nome. Infatti, quasi un secolo fa era usuale seguire abitudini meno consolidate. La Tipo 190, uno dei predecessori della 201, fu commercializzata come “la Peugeot da 5 CV“.

La 201 è ovviamente stata una pietra miliare. Il suo successo arriva anche perchè era la prima volta che il nome della marca e del modello venivano associati con questa struttura.

Il sistema di denominazione inaugurato dalla 201 si affermò definitivamente negli anni ’30. Se prima la strategia del marchio era quella di avere un unico modello da cui derivava un’ampia gamma di carrozzerie come berline, roadster, cabriolet, furgoni e persino modelli da competizione, la Grande Depressione costrinse la famiglia Peugeot ad affinare il suo ingegno per aumentare le vendite.

Jean Pierre Peugeot, le nuove soluzioni

Nell’autunno del 1931, l’allora presidente del marchio, Jean Pierre Peugeot, e il direttore commerciale, suo fratello François, iniziarono un giro di visite presso la rete commerciale. Lo scopo era quello di trovare nuove soluzioni: da questi colloqui è nata l’idea di aumentare l’offerta di prodotti. Lanciando nuovi modelli era più facile rispondere ad esigenze e tipologie di clienti molto diverse tra loro.

La costituzione del Peugeot Design Studio per un modello più grande con motori più potenti della 201 è stato solo un primo passo. In questo modo è nata la Peugeot 301, lanciata commercialmente nel 1932. Successivamente sono arrivate le 401 e 601, che due anni dopo hanno dato vita alla prima gamma di modelli della storia del marchio.

Anticipando il concetto di piattaforma modulare, tutti condividevano assali e sospensioni. Queste innovazioni rafforzarono la vocazione generalista del marchio e definirono il modo in cui avrebbe dato il nome alle sue autovetture per quasi un secolo.

Peugeot 309, l’eccezione alla regola

La prima eccezione alla regola si ebbe con la 309, che inizialmente doveva essere un modello Talbot, nel 1985. Con l’arrivo, dal 2008 in poi, di nuove forme come monovolume, SUV e crossover, si è deciso di distinguerle con due zeri centrali invece di uno.

Nel 2012, con il lancio della Peugeot 301, si è deciso di seguire una numerazione leggermente diversa per i modelli destinati ai nuovi mercati. Infine, nel 2013, si è deciso di mantenere l’ultimo “8“, simbolo di buona fortuna in Cina, per le prossime generazioni di modelli del marchio.

Nel 2019, 90 anni dopo il lancio della 201, è arrivata l’ultima grande novità. È stata infatti introdotta la lettera “E” seguita da un trattino per distinguere le versioni 100% elettriche dalle altre motorizzazioni. Le prime di questa categoria di nuove motorizzazioni sono state PEUGEOT E-208 e PEUGEOT E-2008.

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