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I 10 Accessori per auto più iconici di sempre

Negli annali dell’industria automotive, gli accessori per auto hanno rappresentato non solo un complemento funzionale, ma spesso una vera e propria espressione di stile e innovazione, tanto da diventare delle vere e proprie icone del settore.

Dal fascino senza tempo dei pezzi vintage, che evocano un’epoca passata, alla moderna rivoluzione tecnologica, che caratterizza gli accessori contemporanei per le auto ibride ed elettriche, questo universo di gadgets ha attraversato un percorso affascinante e dinamico. Un percorso caratterizzato da principi come la ricerca della perfezione tra forma e funzione o più banalmente l’esaltazione della forma come espressione di carattere e stile.

In questo articolo vogliamo ricordare 10 accessori per auto iconici che hanno caratterizzato l’evoluzione di questi compagni dei nostri veicoli, dal passato ai giorni nostri, scoprendo come abbiano plasmato non solo l’estetica ma anche la funzionalità delle nostre amate quattro ruote.

10. La Bambolina Hawaiana

L’iconica bambolina hawaiana, conosciuta anche con il suo nome americano Hula Doll nasce in seguito ad un avvenimento geopolitico che ha poco a che vedere con l’industria automotive. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, negli anni ’50, poco dopo che le Hawaii divennero uno stato e successivamente una base navale, i soldati Americani furono spediti dentro e fuori le isole in grandi quantità. All’epoca gli artisti le realizzavano a mano con argilla e filo e alcune sono considerate oggi come rari oggetti da collezione. I soldati le portavano a casa come souvenir e non ci volle molto perché il movimento dondolante venisse scoperto come un ottimo accessorio per il cruscotto delle auto! Negli anni ’60 e ’70, soprattutto in Cina, si svilupparono le loro repliche economiche e da allora sono rimaste sulla plancia di automobili, camion e furgoni, tanto da diventare un accessorio iconico.

Oggi avere una bambola hawaiana è una caratteristica piuttosto diffusa sulle macchine fuoristrada come le Jeep ad esempio. Le Hula Doll si possono trovare su Amazon a partire dai 3€ in su insieme ad altri accessori simili come i bobblehead, ovvero caricature di personaggi famosi o animali con una testa dondolante sproporzionata rispetto al corpo, e riescono ad aggiungere carattere alle auto, creando spesso un esilarante argomento di conversazione.

9. Dadi pelosi appesi allo specchietto

Si ipotizza che i Dadi Pelosi appesi allo specchietto, chiamati anche Fuzzy Dice, siano spuntati fuori intorno agli anni ’40 o ’50 come accessorio portafortuna. Non esistono fonti certe sull’argomento fino agli anni ’50, periodo nel quale si descrivono giovani ragazzi americani alla guida di auto da corsa con “flashy colors” e “fuzzy dice“. Questi dadi sono spesso associati ad automobili storiche come le Cadillac o le Chevrolet Corvette e sono un accessorio diffuso prettamente nel continente americano. In Europa non hanno avuto molto successo, se non in casi sporadici dove cantanti eclettici o personaggi stravaganti le hanno aggiunte come accessorio ai loro specchietti retrovisori. La nomea di accessorio iconico è dovuta soprattutto al loro utilizzo in alcune pellicole cinematografiche. Anche questi accessori per auto iconici si possono trovare facilmente online su siti come Amazon o Aliexpress dagli 8€ in su a seconda del colore e della dimensione.

8. Kit di luci sotto l’auto

Proprio come l’aerografia o i kit di pellicole adesive, l’illuminazione inferiore dei veicoli è uno di quei “mod” per auto e moto il cui periodo di massimo splendore non è molto lontano. Inventato alla fine degli anni ’80 e reso popolare negli anni ’90, soprattutto in America, la luce colorata o monocromatica per le auto ha visto una breve rinascita dopo l’uscita di The Fast and the Furious prima di passare di moda negli anni 2000, essendo visto come un residuo di cattivo gusto di un’altra epoca. Negli ultimi anni sembrerebbe che l’underglow stia tornando alla ribalta, poiché alcune frange della cultura automobilistica stanno nuovamente sperimentando questo look. In particolare le MUSCLE CAR, per le quali la generazione boomer ha letteralmente un debole, stanno introducendo questo accessorio soprattutto alle manifestazioni, ai raduni e ai vari saloni espositivi.

In Italia questo accessorio non si è mai realmente diffuso tanto da diventare iconico, come nel resto del mondo. La causa probabilmente, oltre al buongusto, è sicuramente di tipo legale. È infatti vietato dal codice della strada personalizzare un’auto a proprio piacimento, bensì è necessario attenersi strettamente alle caratteristiche tecniche definite dal Ministero. Bisogna inoltre ricordare che è vietata anche la semplice installazione dei led: se le Forze dell’Ordine li notano, anche mentre sono spenti, potranno multare ugualmente i conducenti con un ammenda fino a 1682 Euro e il ritiro della carta di circolazione. Nonostante la normativa acquistare dei kit di luci led per la scocca delle auto è molto semplice e si possono trovare in vendita su Ebay e amazon per poche decine di euro.

7. Copri Sedili massaggianti

La natura dei coprisedili di perle di legno, il primissimo modello ad entrare in commercio con questa funzione, può sembrare avere origine in un luogo tropicale come le Hawaii, ma non è assolutamente così. Ciò che era iniziato come un’invenzione quasi ingannevole per proteggere la tappezzeria divenne presto uno degli accessori per auto preferiti dei tassisti di New York che avevano bisogno di stimolazione e traspirabilità nelle lunghe giornate di guida. Erano gli anni tra il 1985 e il 1990 quando decollarono questi coprisedili, dopo essere stati ripresi dai cataloghi di grandi riviste di settore, tanto da diventare a tutti gli effetti degli accessori per auto iconici.

Ma, come la loro rapida diffusione, anche iI declino dei coprisedili con perline in legno fu molto rapido. Si rivelarono piuttosto inefficaci, come è facile immaginare. Non impiegarono molto a sparire dal mercato poiché le perline si rompevano facilmente, rovesciandosi e formando punte acuminate che potevano risultare scomode per sedersi. Il cosiddetto “massaggio” che promettevano non riusciva mai davvero ad essere efficace. Oggi, nonostante il boom avuto negli anni 90, sono quasi del tutto spariti dal mercato. Qualcuno ancora li tiene in vendita su amazon e Ebay, forse come rimanenza di magazzino, mentre altre aziende addirittura rilanciano il prodotto con versioni tecnologicamente avanzate, dotate di sensori e motori massaggianti elettrificati a costi decisamente contenuti che non superano i 100 Euro.

6. La pelle di daino

Tra gli accessori per le nostre auto non potevano sicuramente mancare quelli dedicati alla pulizia. Non è raro trovare nei bagagliai veri e propri kit dedicati al benessere e alla pulizia delle automobili. La mania per la pulizia oggi si è trasformata e ha trovato anche una sua fetta importante di mercato con il CAR DETAILING. Questa pratica che non consiste soltanto nel tenere l’auto pulita ma piuttosto mira a farla tornare nuova, si sta diffondendo sempre di più e così come gli accessori dedicati a questa pratica. Attualmente, per esempio, sono disponibili panni in microfibra appositamente progettati per asciugare l’auto senza lasciare aloni o danneggiare la carrozzeria. Questi panni rappresentano un passo avanti rispetto al passato, quando i must-have nel bagagliaio di ogni auto erano i panni in pelle di daino o di camoscio.

Oggi, sebbene ancora presenti, spesso sono realizzati con materiali sintetici che offrono performance simili, se non migliori. Ad ogni modo per gli old school del pulito questi particolari panni restano insostituibili compagni di viaggio e c’è anche chi giura che “come pulisce e toglie gli aloni la pelle di daino non c’è nulla!“. Nonostante le tecnologie più avanzate i Panni di pelle di daino restano ancora in vendita in qualsiasi reparto dedicato alle auto nei supermercati, così come negli store dedicati al bricolage o nella vostra stazione di rifornimento di fiducia per poche decine di euro.

5. Deflettori antiturbo

I deflettori antiturbo sono stati introdotti tra gli anni ’60 e ’70 anche se non ci sono molte notizie in rete riguardo la paternità di questa invenzione. Inizialmente, erano accessori aftermarket, aggiunti ai finestrini delle auto per consentire una ventilazione migliore senza creare fastidiosi rumori di turbolenza o ingresso di pioggia durante la guida con i finestrini aperti. Il loro design è stato concepito per deviare il flusso d’aria proveniente dall’esterno, consentendo un passaggio controllato e meno disturbato all’interno dell’abitacolo. Ciò ha permesso ai passeggeri di godere di una maggiore circolazione dell’aria senza l’inconveniente di correnti turbolente o di fenomeni meteorologici avversi.

Fino alla metà degli anni ’80 tantissimi veicoli in Italia hanno usufruito dei benefici dei deflettori. Infatti, oltre alla protezione da pioggia o al refrigerio, i deflettori montati sui finestrini offrivano anche un risparmio sui consumi, garantendo aerodinamicità alle auto. Successivamente a quel periodo il loro utilizzo è andato sempre di più a scomparire poiché le auto acquisivano dei design sempre più aerodinamici e montavano condizionatori di serie, come l’Audi 100 del 1983, la prima ad avere un coefficente di aerodinamicità inferiore allo 0.3. Un altro aspetto che ha contribuito sostanzialmente alla loro scomparsa è anche la facilità di furto, essendo di fatto accessori per auto esterni montati sulla carena o sullo sportello.

Oggi, i deflettori antiturbo non si utilizzano quasi più in Italia anche se su alcuni veicoli fuoristrada e camion ancora si possono osservare. I loro benefici contro la pioggia restano invariati tanto da essere invece di gran moda in paesi più piovosi come il Giappone, dove il 90% delle auto li monta. Il loro mercato infatti è ancora attivo e sui vari marketplace online si possono trovare kit dai 30€ fino ad oltre 300€ per i modelli più tecnologici e performanti.

4. Il telo copriauto

I teli per auto in Italia hanno una storia radicata nella tradizione di cura e attenzione verso le proprie vetture, che erano considerate autentici status symbol, tra gli anni ’60 e ’80, e un patrimonio fondamentale nelle famiglie. In un’epoca in cui i garage privati erano meno diffusi rispetto ad oggi, la protezione dell’auto era essenziale. Di conseguenza, era comune osservare molte auto parcheggiate e coperte da teloni protettivi. Questi teli non solo riflettevano la volontà di preservare l’auto dalle intemperie e dagli agenti atmosferici, ma rappresentavano anche un segno tangibile di cura e rispetto verso il proprio veicolo, che solo in questi ultimi anni si sta riscoprendo, anche attraverso la diffusione di pratiche di car detailing.

Negli anni successivi, con l’evoluzione delle abitudini di parcheggio e l’aumento dei garage privati, i teli per coprire le automobili hanno perso clientela e oggi è veramente raro trovare in strada un auto ricoperta da un telo. Anche per questi accessori la loro facilità di furto ha contribuito non poco alla loro caduta in disuso.

Oggi, i teli per auto sono utilizzati soprattutto da alcuni proprietari di auto d’epoca o auto di lusso, e a volte sono forniti direttamente dalle case produttrici dei veicoli con i brand ricamati o stampati sopra. Sono utilizzati come accessorio per preservare la bellezza e la condizione dei veicoli, mantenendo anche viva quella tradizione di cura e rispetto che ha radici profonde nella cultura automobilistica italiana.

3. Parasole per auto

Il primo brevetto conosciuto sul parasole per auto risale al 1911 e appartiene a Frank H. Ilse di Chicago. In questo brevetto non viene citata alcuna tecnica precedente, sebbene un dispositivo simile esistesse già per i cappelli dal 1908. Molti anni dopo, nel 1970, un uomo d’affari israeliano, Avraham Levy, inventò un parasole di cartone simile a una fisarmonica e affermò di aver venduto 1 milione di dispositivi in ​​Israele dalla metà degli anni ’70. Avi Fattal e Avi Ruimi, due giovani israeliani emigrati negli Stati Uniti, dopo essere stati affrontati da Levi per aver preso la sua idea senza permesso, modificarono il concetto di Levi e cambiarono il design nella forma di occhiali da sole, penetrando così nel mercato americano. Dall’america all’europa il passo fu veramente breve e dal 1980 su tutti i litorali italiani le automobili iniziarono a ripararsi dal sole con questo accessorio. Fu un accessorio così iconico e prodotto in così tante varianti tanto da guadagnarsi anche una sua pagina su wikipedia. Soltanto dopo la fine degli anni 2000 questa serie di accessori per auto iconici ha iniziato a perdere mercato. Con l’avvento di innovazioni tecnologiche negli interni delle auto e l’uso sempre più diffuso di sistemi di climatizzazione efficienti, l’uso dei parasole per auto è diminuito drasticamente. Alcuni veicoli moderni sono dotati di vetri speciali che riducono la trasmissione di calore e i raggi UV, riducendo così la necessità di parasole aggiuntivi.

Oggi, i parasole per auto sono ancora disponibili in una grande varietà di design e materiali, offrendo non solo protezione dagli effetti del sole ma anche un’estetica che si adatta al gusto personale dei proprietari delle auto. Sebbene possano essere meno diffusi di un tempo, alcuni appassionati di automobili continuano a considerarli un accessorio indispensabile per le proprie auto durante il periodo estivo, in grado di mantenere gli interni in condizioni ottimali, con una spesa relativamente bassa che varia tra i 10 e i 30 Euro.

2. Il Bullock, l’antifurto con le palle

“Inattaccabile! L’antifurto con le palle.” Così veniva pubblicizzato questo dispositivo antifurto che prometteva la protezione per le nostre automobili contro qualsiasi scassinatore. Dalla seconda metà degli anni 90 fino ai giorni nostri i dispositivi bullock sono stati considerati in Italia come l’accessorio antifurto per eccellenza. Sebbene in questo periodo il caratteristico bullock è stato considerato nell’immaginario collettivo come la soluzione al furto delle automobili nella realtà la situazione non era esattamente così. Agli inizi degli anni 2000, grazie anche ad internet e alla diffusione dei contenuti multimediali, iniziarono ad apparire in rete video di quanto fosse effettivamente semplice scassinare gli antifurti per auto e le comparative sui tempi di apertura. Il bullock si classificava sempre alle prime posizioni e così se si voleva proteggere al meglio la propria auto il bullock restava comunque la scelta migliore. Questo di fatto però non cancellava la realtà diffusa in queste dimostrazioni video che mostravano l’apertura forzata dei dispositivi bullock in meno di 2 minuti. Addirittura nel 2002/2003 l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) classificò come pubblicità ingannevole alcuni banner pubblicitari stampati dell’azienda bullock. Questo però non basto a fermare gli automobilisti, disposti a tutto pur di proteggere le proprie auto dai ladri. Nemmeno l’evidente difficolta di utilizzo fu un deterrente per ridurne la diffusione. I primi dispositivi bullock infatti pesavano poco meno di 4kg e andavano incastrati tra i pedali, in uno spazio buio e stretto, con pochissima possibilità di manovra. Insomma tutto oggi fa pensare che il bullock non era il massimo come dispositivo di sicurezza, eppure con le sue palle rosse e la sua forma muscolosa e virile è riuscito a entrare nelle nostre auto come accessorio indispensabile e a diventare un icona tra gli anni ’90 e 2000.

Oggi, nonostante i sistemi di sicurezza per il settore automotive abbiano raggiunto avanguardie militari, con tecnologie satellitari, keyless, e app per il controllo remoto, l’azienda Italiana continua la produzione dei dispositivi antifurto per auto e si è differenzia anche per la produzione di dispositivi antifurto per moto come bloccadischi e lucchetti ad arco stile Kriptonite®. Di fatto sembra proprio che questo accessorio iconico per le auto continuerà ad essere presente sotto i nostri sedili per molto tempo ancora.

1. L’ Arbre Magique

Arbre Magique arriva in Italia nel 1964 grazie a una scommessa di Giancarlo Tavola, oggi Presidente di Tavola S.p.A., la stessa azienda proprietaria del marchio bullock, e a tutt’oggi distributrice esclusiva del celebre alberello e dal 1975 anche produttrice. Da allora Arbre Magique non ha mai smesso di ispirare e soddisfare gli automobilisti di tutto il mondo fino a diventare un vero e proprio mito.

L’Arbre Magique, originariamente chiamato Little Trees, rappresenta l’accessorio iconico per eccellenza nella cultura automobilistica. Questo profumatore d’aria a forma di pino è stato inventato negli Stati Uniti negli anni ’50 dallo svizzero-canadese Julius Sämann e ha conquistato il mondo con la sua capacità di donare freschezza per un periodo prolungato. Fino ad allora i profumatori per auto erano oleosi e poco pratici da maneggiare. Con l’introduzione dell’incarto in cellophane che lo avvolgeva e alla cordicella che permetteva di appenderlo ovunque, l’odore veniva trattenuto attorno all’alberello, permettendogli di mantenere inalterato il suo aroma fino a sei o sette settimane. Un altro aneddoto su questa geniale invenzione è legato alla sua forma. Inizialmente infatti questo accessorio aveva la forma di una pin-up ma l’incarto veniva via troppo facilmente. Fu così ideata la caratteristica forma a pino silvestre che, con le sue punte, riesce a trattenere l’incarto su di se e a consentire una profumazione più durevole nel tempo.

In Italia, l’Arbre Magique ha guadagnato popolarità negli anni successivi alla sua introduzione sul mercato internazionale. È diventato un accessorio comune appeso agli specchietti retrovisori delle vetture, portando una vasta gamma di fragranze e diventando quasi un simbolo di viaggio e libertà. In qualsiasi stazione di servizio, nei supermercati, nei negozi di accessori per auto e moto e addirittura ai semafori delle nostre città, il marchio Arbre Magique ha conquistato la sua posizione. Forte anche di un prezzo estremamente contenuto, questo alberello profumato è entrato nelle nostre auto e non se ne è più andato. Le opinioni pubbliche sull’Arbre Magique però non sono unanime: alcuni lo considerano un elemento nostalgico, legato a ricordi di viaggi passati o al piacere di un’auto profumata, altri dubitano sull’efficacia della sua fragranza e preferiscono soluzioni alternative, mentre altri ancora addirittura lo utilizzano come fonte d’ispirazione per stravaganti costumi, tatuaggi o pagine dedicate alla raccolta di contenuti divertenti. Nonostante le diverse opinioni, l’Arbre Magique rimane un accessorio più che amato. Nell’utilizzo contemporaneo, oltre a essere un modo per profumare l’auto, molti lo vedono anche come un elemento decorativo che aggiunge un tocco di personalità all’interno dell’abitacolo.

L’Arbre Magique continua a essere un’icona dell’esperienza automobilistica, offrendo una fragranza riconoscibile e un tocco di nostalgia, rimanendo ancorato alla tradizione mentre si adatta ai gusti e alle esigenze moderne dei guidatori di oggi.

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