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giovedì, Giugno 20, 2024
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Ferrari, correva l’anno 2004. Il film della stagione più dolorosa da ricordare

15 vittore su 18 gare, 12 pole, 14 giri veloci. Sono i numeri da record della Ferrari F2004, la monoposto con cui Michael Schumacher, affiancato dal compagno Rubens Barrichello, vinse tutto il possibile per poi gettarsi tra le braccia della storia. Una stagione di cui ci si può ricordare solo pagando l’insostenibile prezzo della nostalgia.

Il neo campione del mondo Max Verstappen aveva 7 anni quando la F2004 giganteggiava in un’arena che, almeno in Italia, fatica a rinnovare l’appuntamento con il Gp della domenica con lo stesso trasporto di allora.

Alla Gazzetta dello Sport, il pilota della Red Bull ha dichiarato di voler acquistare, se gliene fosse data al possibilità, la monoposto attualmente custodita nell’Olimpo di Maranello. “Nel mio garage vorrei anche la Ferrari F2004 di Schumacher, una vettura incredibile – ha detto Verstappen – . Solo che non saprei come acquistarla. Mi appello a John Elkann sperando che mi richiami dopo aver letto questa intervista”.

Quell’anno, a dominare la livrea della F2004 era l’indimenticato rosso corsa a lasciar spazio al bianco degli sponsor Vodafone e Marlboro su fiancate e alettoni. Un obiettivo imprendibile per gli avversari più prossimi – ma mai realmente vicini – di quella stagione. Vale a dire la BAR-Honda di Button e Sato, classificatasi in seconda posizione con 119 punti (-143 dalla Ferrari), e la Renault di Alonso e Trulli che chiuse terza con 105 punti.

Ferrari F2004

La scuderia di Maranello si era invece aggiudicata il titolo nel Gp d’Ungheria, portato in dote da entrambi i suoi piloti che anche in quell’occasione centrarono la doppietta. L’appuntamento successivo, in Belgio, vide invece il Kaiser conquistare il suo settimo, e ultimo, titolo mondiale.

Un en plein che anticipava così di una gara la tappa casalinga. Il 12 settembre a Monza, a prendersi la scena di un Circuito in estasi mondiale fu il pilota brasiliano, che nella gara casalinga si aggiudicò pole, giro veloce e primo gradino del podio. Un mese e mezzo dopo calò il sipario sulla stagione. Schumacher avrebbe corso altri due anni con la Ferrari, per poi cedere il volante a Kimi Raikkonen, ultimo campione del mondo del team di Maranello con un titolo datato 2007.

Quel che accadde dopo rimanda a un ampio assortimento di polemiche e congetture che stancamente si sono succedute negli anni. Probabilmente, le uniche considerazioni rimaste da ammettere al dibattito sono quelle ispirate al principio universale del mea culpa. C’è infatti modo e modo di cedere il passo ai campioni di domani. E chissà per quale mistica ragione, al Cavallino Rampante è toccata la più desolante delle sorti.

E poi c’è la testa che torna immancabilmente a Gland, in Svizzera, dove periodicamente riecheggiano i rumor sulle condizioni di Schumi. Ogni tanto, però, succede di sentirsi colti di sorpresa da una frase, un commento o una confessione come quella di Verstappen. E a quel punto, è impossibile non riavvolgere il nastro.

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