sabato, Novembre 26, 2022
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Audi Re-generate Planet: si parla di etica del progresso

Audi Re-generate Planet

Rigenerare il pianeta attraverso nuovi processi. Questo il filo conduttore di Re-generate Planet, il confronto targato Audi, che si è tenuto mercoledì 9 novembre nel Campus di H-FARM, uno fra i più importanti poli di innovazione in Europa in cui convivono studenti, imprenditori, startupper e appassionati di innovazione, contaminandosi l’un l’altro in un continuo scambio di idee e suggestioni.

Forte della partnership che lega Audi e H-FARM per il quinto anno consecutivo, l’appuntamento è la tappa finale di un viaggio-racconto per parlare di progresso e trasformazione, che ha visto i protagonisti del cambiamento dialogare e confrontarsi sul coraggio e l’impegno tangibile necessari per ripensare la progettazione tecnologica in funzione non solo della sostenibilità ambientale, ma anche di una nuova responsabilità d’impresa basata sulla condivisione e sul rispetto per le generazioni future.

L’evoluzione della società contemporanea è infatti caratterizzata da due movimenti, paralleli e complementari: andare avanti per raggiungere nuovi, rivoluzionari traguardi attraverso la tecnologia e il ritorno ad una dimensione umanistica che rispetti le risorse naturali. Nel mezzo, la necessità di un equilibrio tra innovazione ed etica, in un ambiente integrato tra l’analogico e il digitale. Quello che nasce da questa doppia spinta è un movimento circolare, come lo è anche la “circular economy”, il nuovo paradigma che si promette di cambiare le abitudini dell’uomo e il suo modo di intendere concetti cardine come benessere e progresso.

Sul palco di H-FARM si è approfondito come sia possibile raggiungere l’obiettivo del progresso a impatto zero e su come l’innovazione tecnologica possa aiutarci a rigenerare noi stessi e il nostro pianeta. Hanno aperto di dibattito il sociologo Francesco Morace e Fabrizio Longo, Direttore Audi Italia, che si sono confrontati per indagare come il progresso debba portare a una nuova consapevolezza e ad azioni concrete da sviluppare.

Partendo dalla convinzione di Morace, secondo cui il progresso è una missione di responsabilità per le nuove generazioni, dotate di un nuovo sguardo rigenerante e un senso più profondo dell’etica, grazie anche all’economia di riparazione – ossia il riconoscere i danni economici arrecati al pianeta, alla società, alle persone, prendendo decisioni altrettanto economiche, cioè nella dimensione del business – Fabrizio Longo ha analizzato il ruolo di Audi.

L’azienda del quatto anelli si è evoluta da produttore di automobili in recettore di nuove istanze provenienti da settori un tempo distanti e, per interpretare pienamente le nuove esigenze, soprattutto delle nuove generazioni, ha sviluppato una sensibilità allargata capace di intercettare segnali diversi che provengono dalla società. Una predisposizione insita nel Brand, visto che Audi deriva dal verbo ascoltare in latino e che si traduce nella capacità di captare esigenze e aspirazioni tanto individuali quanto collettive facendole proprie ed evolvendole. Si tratta di un processo di trasformazione e valorizzazione degli input esogeni sostenuto da un piano di investimenti di lungo periodo e orientato a un obiettivo chiaro: la sicurezza veicolare e sociale.

Il Cliente, infatti, manifesta oggi l’esigenza di riconoscersi in un’azienda etica. Audi è in grado di rispondere a questa necessità avendo iniziato da tempo gli investimenti strategici nel ciclo produttivo e arrivando ad esempio a rivoluzionare i processi attraverso la smart production, trasformare gli impianti industriali dove nascono i modelli full-electric rendendoli carbon neutral e attuare processi di riutilizzo e riciclo dell’alluminio e delle materie prime.  

Da qui nasce l’ecosistema di mobilità Audi in cui la tecnologia applicata all’auto non ha l’obiettivo di sostituire l’uomo ma di aumentarne il potenziale, come ad esempio l’intelligenza artificiale applicata alla sicurezza predittiva.

Il ruolo dell’azienda si è ampliato comprendendo nuove tecnologie. In questa apertura si innesca quella relativa alla filiera dove l’azienda diviene incubatore e sviluppatore di nuove realtà aziendali.

Testimone di questa attitudine è Tim Miksche, a capo di Audi Denkwerkstatt. Miksche dirige l’hub di incubazione di idee e progetti targato Audi, nato nel 2016 a Berlino, per sviluppare nuovi modelli di business: un vero e proprio laboratorio di open innovation con sede nella città tedesca. Vicino al mondo delle startup, lavora per sviluppare soluzioni innovative, coordinando creativi, startup e partner tecnologici in un vero e proprio laboratorio condiviso. Quello di Miksche è un punto di vista privilegiato di chi guida ogni giorno il think tank Audi, un team di persone che provano ad immaginare il futuro della mobilità premium, che deve necessariamente considerare il rispetto della natura e del pianeta. La sua è una riflessione sul potere che la creatività umana, la co-creation e la multidisciplinarietà hanno per trovare nuove soluzioni e modelli in grado di rigenerare il pianeta e la società.

Moderato dal giornalista Michele Dalai, il confronto sul palco è proseguito con gli interventi di Maura Gancitano e Adrian Fartade.

Con Maura Gancitano, si è intrapreso un “viaggio filosofico” verso il futuro con una missione etica – ovvero di responsabilità – per le generazioni che verranno, con l’obiettivo di individuare nuovi comportamenti sociali più responsabili in grado di rigenerare noi stessi e il nostro pianeta. Grazie al pensiero critico e con uno sguardo alla storia della filosofia, si può infatti essere in grado di connettere mondi diversi della contemporaneità, intraprendendo nuovi modelli culturali e di business.

Divulgatore scientifico, Fartade si occupa di far conoscere al grande pubblico i temi della scienza e dell’astronomia sul suo canale YouTube. La sua missione è fare appassionare alla conoscenza grazie a una narrazione contemporanea che utilizza i vari linguaggi del web. Fartade ha evidenziato come la scienza nella sua complessità possa essere una fonte di ispirazione per nuovi modelli, strutture e processi, per realizzare una rigenerazione e aiutare l’uomo ad abitare in maniera più corretta il pianeta e, in un futuro forse non troppo lontano, lo spazio intero.

Diversi punti di vista per un unico obiettivo: rigenerare il Pianeta, ripensandolo. Una consapevolezza scaturita dalla forza rigeneratrice dell’innovazione di cui H-FARM e Audi si rendono artefici ogni giorno.

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