sabato, Novembre 26, 2022
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Suzuki Ignis 1.2 Hybrid Top AT – L’ammiraglia delle Citycar

Una citycar con uno stile da fuoristrada, questa la ricetta del successo di Suzuki Ignis, l’utilitaria che sta conquistando le strade delle città italiane, facendo leva sull’effetto Panda.

Questo perché le due piccole citycar chiamate in causa condividono molto, almeno nella filosofia, distaccandosi però nell’offerta, che vede Ignis primeggiare per qualità e ricchezza di dotazione.

Per giudicare questa giapponesina, non bisogna farsi sviare dalle dimensioni, in un corpo compatto infatti si nasconde tanto, anche a livello di l’abitabilità.

In appena 3 metri e 7 di lunghezza, designer ed ingegneri Suzuki sono riusciti a modellare una volumetria spigolosa e squadrata, che non raccoglie sicuramente fan da tutto il mondo ma si dimostra simpatica e personale. Riuscire a dare un’identità stilistica sfruttando al meglio ogni centimetro disponibile è un lavoro per niente banale e infatti ha raccolto il favore del mercato.

I dettagli offroad hanno fatto il resto, giocando di somiglianze per scaturire un effetto nostalgico che lega il nostro Paese all’utilitaria da 4 ruote motrici.

Qui però c’è molto di più, e tralasciando la versione a trazione integrale, che si rivolge a specifiche esigenze, nella tradizionale versione ibrida troviamo pane per le necessità della città, sotto molti aspetti.

A partire dall’interno, dove in quattro si viaggia comodi, anche i più alti. Certo sfruttando tutti e quattro i sedili e tirando indietro la panca posteriore, lo spazio per i bagagli si sacrifica un po’, ma se così non fosse stato, l’avremmo chiamata stregoneria.

Suzuki Ignis

Se i passeggeri più alti non subiscono compromessi, lo stesso non si può dire per il guidatore, che superando una certa altezza si scontra con la mancata regolazione in profondità del volante, andando a compromettere una posizione di guida ideale, ma comunque buona per il segmento.

Come per l’esterno, anche sulla plancia Ignis gioca con il mondo del fuoristrada, presentando uno stile semplice ma resistente e duraturo al corso del tempo.

Scelte efficaci le troviamo anche nella strumentazione, con una predisposizione analogica per il cockpit, che presenta solo un piccolo schermo per visualizzare le informazioni base. Il resto della digitalizzazione è affidato al classico sistema d’infotainment Suzuki, che inizia a sentire il corso degli anni per quanto riguarda la grafica, facilmente risolvibile collegando il proprio smartphone Apple o Android.

All’ultimo grido invece è la dotazione di serie, facendo della sicurezza uno dei propri punti forti. Dalla frenata automatica d’emergenza al cruise control con avviso di corsia, alla versione della nostra prova Top non manca niente anzi, ha anche il cambio automatico.

Quest’ultimo, optional da 1.500 Euro, è forse quello che meno ci ha convinto durante la prova di Suzuki Ignis, facendo virare la nostra preferenza verso l’ottimo cambio manuale Suzuki a cinque marce.

Suzuki Ignis

Per il resto il 1.2 mild hybrid lavora molto bene, tenendo i consumi sempre sopra i 18 km/l in città. La vettura si dimostra anche una perfetta alleata nella ricerca del parcheggio, grazie ad un ampio raggio di sterzata e la tranquillità della telecamera posteriore.

Visto il suo aspetto ci si aspetterebbe un telaio molto morbido ed incline ad assorbire ogni sconnessione, più che garantire una buona stabilità su strada, invece Ignis dimostra tutto il contrario, risultando ben piazzata sul terreno, dando anche qualche libertà sulla dinamica.

Libertà smorzata un po’ dal pedale del freno, con una corsa lunga e spugnosa nella parte iniziale, con la quale bisogna fare l’abitudine.

Insomma, le qualità di questa Suzuki non sono un segreto, con una dotazione ed uno spazio oltre la sua categoria, offre un futuro ad un segmento che non conosce crisi e che trova in Ignis la propria ammiraglia.

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