lunedì, Agosto 8, 2022
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Lamborghini 350 GT – La genesi del V12

Lamborghini 350 GT
Lamborghini 350 GT

Ci stiamo avvicinando al 2023, e con questo la fine del V12 Lamborghini per come lo conosciamo.

Nel corso del prossimo anno l’elettrificazione andrà ad abbracciare il più famoso propulsore di Sant’Agata Bolognese, segnando la fine di un capitolo glorioso per la storia di tutto l’automobilismo mondiale.

Un percorso che ha dato alla Casa del Toro il ruolo che noi tutti conosciamo, e da cui è iniziata la storia Lamborghini.

Era il lontano 1963, anno in cui Ferruccio Lamborghini fece il suo ingresso nell’industria automobilistica con la 350 GT, la prima auto del Marchio.

Ma facciamo un passo indietro.. 

La prima Lamborghini è nata nel dopoguerra, dall’idea di riutilizzare i vecchi veicoli militari per costruire vetture agricole affidabili e a basso costo. L’azienda del Toro, dopo una grande scommessa iniziale, riuscì a conquistare in breve tempo il mercato ed il suo fondatore diventò uno degli imprenditori del momento.

Sulla scia di questo successo, come ogni appassionato di auto, Ferruccio utilizzò i propri risparmi per portare nel suo garage le sportive più desiderate.

Mercedes, Maserati ed ovviamente.. Ferrari. 

Ma Ferruccio non era un cliente come un altro, e ritrovare difetti imperdonabili su una sportiva che rappresentava il punto di arrivo del mondo automobilistico del momento, scatenò in lui la voglia di fare meglio, e quindi dare sfogo alle sue risorse tecniche ed economiche per creare una sportiva a sua immagine e somiglianza.

Ferruccio Lamborghini
Ferruccio Lamborghini

La leggenda in realtà narra che Ferruccio abbia preso la decisione di diventare produttore di automobili dopo una discussione con Enzo Ferrari, conclusa, con l’accusa di quest’ultimo di saper guidare solo i trattori. 

Non sappiamo la veridicità dell’evento, ma di sicuro è stato cruciale nella genesi di Lamborghini come la conosciamo ora. 

La nascita della Lamborghini 350 GT

Tutto iniziò dal V12 ed in particolare dalle mani di Giotto Bizzarini, che stimolato dalla proposta di Ferruccio di costruire un motore oltre i 350 Cv, diede vita ad un propulsore da Formula 1 in grado di arrivare a 360 Cv a 9.000 giri.

Un motore ultra performante per l’epoca, ma poco adatto ad una vettura di serie, in particolare alla gran turismo che immaginava Ferruccio: veloce sì, ma anche comoda, affidabile e ben rifinita.

Fu così che, sotto le esperte mani di Paolo Stanzani, la potenza diminuì, raggiungendo quota 280 Cv, per aumentare la piacevolezza nell’utilizzo a basso regime e rendere questo V12 pronto per la strada.

A questo punto mancava solo la veste a questo gioiello di potenza in grado di raggiungere i 250 km/h e per questo la firma la mise Franco Scaglione, già matita dell’Alfa Giulietta Sprint e successivamente della Stradale 33 (per molti una delle più belle di sempre).

Il Salone di Torino del ’63

Ci ritroviamo così allo storico Salone di Torino del 30 ottobre 1963, con un prototipo che dal punto di vista funzionale non era ancora pronto, mancava il tergicristallo, la seduta era dura e troppo vicino al volante, ed il famoso V12 era addirittura troppo grande da entrare nel vano motore, e fu posizionato in esposizione nello stand Lamborghini.

interni Lamborghini 350 GT
Lamborghini 350 GT

Tanti gli errori di gioventù ma poco importava, quell’elegante design coupé a tre volumi aveva catturato l’attenzione del Salone ed il mondo si era accorto di questa nuova stella del mercato automobilistico e la prima delle tante affascinanti sfide alla Casa di Maranello era stata lanciata.

In breve la reputazione Lamborghini continuò ad aumentare e subito dopo il completamento dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese, il modello di serie vide la luce.

Tutti i difetti erano stati rivisti e sistemati ed il V12 del Toro continuò a tracciare le basi per tante iconiche vetture che ora chiamiamo Supercar, proprio grazie alla discendente della 350 GT: la Miura, che costrinse i giornalisti dell’epoca a coniare un nuovo termine per descriverla.

Lamborghini 350 GT e Ultimae
Lamborghini 350 GT e Lamborghini Aventador Ultimae

Dopo Countach, Diablo.. fino ad arrivare all’Aventador, il V12 ha lasciato tante gemme nella storia dell’auto, che Lamborghini ha deciso di celebrare con la Aventador Ultimae. Il gran finale che chiude questo capitolo, aprendosi con il prossimo modello all’elettrificazione.

Un’Era è finita e, come è normale che sia, l’ignoto è una delle più grandi paure dell’uomo. Per questo non sapere cosa arriverà crea una forma di malinconia nel cuore di ogni appassionato di auto, ma per quel poco che abbiamo visto, se Lamborghini sfrutterà le infinite possibilità dell’elettrico non modificando il proprio DNA, ci aspettano ancora tanti anni di emozioni e performance sotto il segno del Toro.

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