domenica, Aprile 18, 2021
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Finalmente il mild hybrid anche sui veicoli a Gas!

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I sistemi Mild Hybrid possono essere installati anche su auto a gas (metano, GPL ed etanolo), grazie alla recente decisione di esecuzione UE 2021/488 del 22 marzo 2021, con la quale la Commissione Europea ha approvato e supportato l’installazione da parte delle Case dei sistemi mild hybrid anche sulle vetture e i veicoli commerciali leggeri a metano, GPL e etanolo. Le soluzioni che potranno essere adottate saranno quelle relative ai sistemi mild hybrid di due tipi: uno relativo agli alternatori a 12 volt e uno ai generatori-starter a 48 volt associati a un convertitore CC/CC a 48 volt/12 volt. Il risultato di queste applicazioni sarà il riconoscimento di un ulteriore abbassamento delle emissioni in fase di omologazione, secondo specifici fattori per il tipo di carburante utilizzato, indicati nell’allegato dello stesso atto. Quanto stabilito potrà aiutare le Case automobilistiche a rispettare i target comunitari sulle emissioni di CO2. Viene infatti chiarito che i risparmi di CO2 “ottenuti grazie alle tecnologie innovative possono essere determinati anche quando queste sono installate in veicoli a GPL, GNC e E85”.

Commentando l’importante decisione, il Presidente di Assogasmetano, Flavio Merigo, ha dichiarato:
“Finalmente a Bruxelles si sono resi conto che l’utilizzo dei carburanti alternativi, in particolare il
metano e il biometano, è una risposta importante e immediata per supportare la transizione verso la
decarbonizzazione dei trasporti. Era già da tempo evidente che l’ibridizzazione dei veicoli a metano
porta ad un ulteriore abbassamento delle emissioni di CO2, già di per sé inferiori alla benzina e al
diesel, mancava solo il riconoscimento normativo e siamo lieti che sia finalmente arrivato. Ci
auguriamo che i costruttori colgano questa occasione per proporre veicoli ibridi a metano, che, nel
caso in cui utilizzino biometano, porterebbero l’impatto complessivo a livello dell’elettrico, se si
considerano tutte le emissioni, generate nel ciclo LCA (Life Cycle Assessment)”.

A tal proposito Merigo ritiene inoltre che debba essere al più presto riconosciuta e certificata a livello
comunitario la ulteriore riduzione delle emissioni nel coso di utilizzo di biometano o miscele metanobiometano
e metano-idrogeno. “È noto e ormai universalmente riconosciuto come il biometano,
quale biocarburante avanzato, sia in grado di ridurre le emissioni di CO2 in maniera proporzionale al
suo impiego, se miscelato al metano, fino al completo azzeramento, se utilizzato al 100%. Se
guardiamo il mercato nazionale, l’attuale quota di biometano immesso nella rete distributiva è pari
al 19%. Ciò significa che i veicoli a metano circolanti, hanno già emissioni inferiori a quelle dichiarate
dal costruttore in fase di omologazione. Sarebbe ora che anche il legislatore europeo se ne accorgesse e riconoscesse questo status ai veicoli a metano. La filiera nazionale produttiva e distributiva del
biogas-biometano, che risulta essere uno dei settori a maggiore intensità occupazionale ed ha già
favorito la creazione di oltre 6.400 posti di lavoro permanenti, sta già immettendo in rete oltre 160
milioni di metri cubi di biometano, quota che è prevista in continua crescita, grazie ai numerosi
progetti già avviati”.

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