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mercoledì, Giugno 19, 2024
Novità

I volontari Jaguar e Land Rover tracciano le mappe per salvare vite

Nell’ambito della maggior iniziativa di volontariato finora mai intrapresa, più di 150 dipendenti hanno partecipato al primo “Mapathon” Jaguar-Land Rover cartografando le strade, i fiumi e gli edifici di una vasta area del distretto di Kurigram, nel Bangladesh, avvalendosi delle immagini satellitari. L’evento contrassegna l’International Volunteer Day celebrando i 64 anni di partnership globale tra Jaguar-Land Rover e Red Cross.

I dipendenti Jaguar-Land Rover fanno parte di una comunità mondiale di volontari che mappano le aree dove organizzazioni umanitarie, quali Red Cross, operano a favore delle popolazioni più vulnerabili. È stato scelto il Bangladesh per sostenere il lavoro di Red Cross, impegnata ad incrementare in quell’area attività finalizzate alla riduzione dei rischi dovuti a calamità e ad aumentare la resilienza delle comunità locali.

Chris Thorp, Responsible Business Director ha dichiarato: “Ogni anno, nel mondo, quasi 100.000 individui vengono uccisi dalle calamità ed oltre 200 milioni ne restano comunque vittime o diventano profughi. Molte delle aree colpite non figurano su alcuna mappa, e questo rende difficile localizzarle e raggiungerle in caso di emergenza. Partecipando all’attuale Mapathon il nostro personale aiuta Croce Rossa a fornire aiuti salvavita alle comunità vulnerabili del Bangladesh, indirizzando il talento dei dipendenti Jaguar-Land Rover verso servizi di autentico impatto sociale.”

Durante le due ore dell’evento ogni impiegato, usando lo strumento Humanitarian OpenStreetMap Team Tasking, ha tracciato su una mappa le caratteristiche salienti della porzione di territorio assegnatagli, come fiumi, edifici e strade, rilevandole dalle immagini satellitari. Le mappe risultanti sono open data, e possono essere impiegate per fronteggiare eventuali crisi, da Croce Rossa e da altre ONG.

Nel 2016, con un dato record, il 25% della forza lavoro di Jaguar-Land Rover ha contribuito con oltre 100.000 ore lavorative a sostegno di iniziative quali visite didattiche e progetti delle comunità incentrati sul recupero, l’ambiente, l’istruzione, i giovani e le attività filantropiche.

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